Assemblea Generale – Maggio 2007

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Le crisi del nostro presente

ed il riferimento etico.

Chiamata al dialogo

XXVIIe assemblea generale ordinaria

Pescia
3 maggio 2007

Evocando il mito moderno di Pinocchio, così perfettamente italiano, ma che è diventato universale, il Presidente Vincenzo Cappelletti rivolgendosi al sig. Pier Francesco Bernacchi, segretario generale del Fondazione Nazionale Carlo Collodi, ha espresso i suoi ringraziamenti a questa fondazione che la ha resa possibile tenuta a Pescia del congresso sul tema “le crisi del nostro presente ed il riferimento etico. Chiamata al dialogo„, come pure XXVIIe assemblea generale ordinaria della società europea di cultura.

Il primo vicepresidente, il sig. Arrigo Levi ha trasmesso all’assemblea il messaggio del Presidente della repubblica Italienne, il sig. Giorgio Napolitano, che ha sottolineato l’importanza “dell’etica del dialogo„ come strumento culturale offerto dalla società all’Europa in ricerca dei mezzi del suo sviluppo. Nel suo indirizzo ai partecipanti, Maire de Pescia ha sottolineato che il carattere sociale dell’uomo è una conquista del pensiero.

Le crisi multiple che si manifestano oggi in Europa e nel mondo sono stato oggetto di un esame senza comodo, ma libero da drammatizzazioni vane.

L’etica, nella sua relazione etimologica “alla residenza dell’uomo„ (Massimo Cacciari, Maire de Venise e vicepresidente di diritto del S.E.C.), e la chiamata di Iring Fetscher si combinano per segnalare la responsabilità particolare dell’Europa e dei pensatori europei nell’impegno necessario di tutti per evitare una crisi principale dell’ecosistema.

L’Europa, come lo ha ricordato il Presidente Vincenzo Cappelletti, è soprattutto il luogo della libertà politica con il pensiero ; questa libertà non può essere rimessa in questione, poiché è fondata sull’ideale “della ragione dell’uomo„ (Umberto Campagnolo), che si traduce con “la politica della cultura„. Si tratta di adattarselo e prendere coscienza.

Il segretario generale internazionale, Michelle Campagnolo-Bouvier ha ricordato le ragioni della scelta del tema della sessione, per essere legato all’attualità e che si inserisce nei lavori caratteristici del S.E.C sulla vocazione all’universale dell’Europa e sull’etica come espressione più alta dell’umanità nell’uomo, una ed essendo l’altra le basi dell’impegno dell’uomo di cultura. Per Arrigo Levi, l’Europa ha un dovere speciale, in questa “seconda età dell’umanità„ che ha inaugurato la bomba atomica : quello di darsi istituzioni comuni per proiettare nel mondo il suo ideale di pace, allargandola ai due “Europa al di fuori dell’Europa„, le Americhe e la Russia.

Le responsabilità economiche fondate sulla solidarietà planetaria dell’uomo – una solidarietà oggettiva – sono state enunciate dall’economista Henri Bartoli. Solo il riferimento etico deve permettere di rifiutare il destino della commercializzazione di qualsiasi cosa, ricorrendo ad un principio di regolazione e di gestione consensuali delle risorse.

La ricerca di un dialogo senza pregiudizio, il rifiuto delle ideologie che nascondono progetti di sfruttamento e della sovranità dell’uomo da parte dell’uomo sono apparsi come le condizioni indispensabili per rimediare ai mali che affliggono seriamente tanto gli Stati Uniti che la Russia, la Polonia, il Medio Oriente, l’ex Iugoslavia o l’Ucraina, tra l’altro (Mark Field, Alexander Kudryavtsev, Matteo Campagnolo, Vittorio Dan Segre, Michael Schäfer, Eugeniusz Kabatc, Livio Missir, Jean-Louis Cornellie, Milan Djurcinov, Anika Skovran, Oleg Kudryashev).

Ma ci sono anche all’oriente dell’Europa segni di speranza che fanno prevedere dello sviluppo di relazioni nuove grazie ad un dialogo aperto tra le civilizzazioni e le religioni ; così è stato evocato l’esempio della città multiculturale di Kazan in Russia tatare, dove membri del S.E.C si erano recentemente riuniti (Sergei Yerofeyev, Ravil Bukharaev).

Il dialogo, che passa per la conoscenza dell’altra ed di ciò che porta di vissuto, è in particolare, nel dominio della fede religiosa, alla base del progetto di Weltethos (o di ricerca di un fondo comune all’insieme del genere umano) di Hans Küng (Helmut Reinalter), come pure, in un altro ordine, del cerchio di riunione con l’islam, a Zurigo (Bernhard Billeter).

Il filosofo Anna Kélessidou ha ricordato quanto li filosofi greci dell’antichità possono ispirare la cultura come base di di esserla (Konstantin Dolgov) e la filosofia come apertura (Eugène Decker). È necessità di un atteggiamento morale che ha visto altro non come un concorrente né come un oggetto di consumo, e in generale nuovi riferimenti (Damian Meuwissen).

Bronislaw Geremek ha portato il messaggio secondo il quale pensare un’utopia “realistica„, sono concepire la formazione dell’Europa mediante un’integrazione dei quadri nazionali che si fonda sui valori di un potere determinato in particolare dal riferimento etico. Il riferimento all’universale, ad un’etica mondiale, dipende allo stesso tempo dalla storia e dalla paideia, insegnamento e pratica sociopolitique che riconduce alla coscienza di un’eredità spiritosa comune.

Con questo riferimento l’Europa non è in fallimento.

Il dialogo, “processo spiritoso determinato dalla riunione di due idee diverse che tendono verso una verità comune„ (Umberto Campagnolo), e Weltethos (Hans Küng) si rivelano essere le sole basi teoriche che permettono di combattere efficacemente il difetto di solidarietà, per non dire l’egoismo (particolare, nazionale o oligarchico), che è la causa di rotture, di diseguaglianze e di ingiustizie sempre più insopportabili (Tatiana Tytova, Petre Raileanu).

Altri domini di crisi evocati e che ne chiamano al superamento con l’impegno éthico politico, in altre parole alla politica della cultura, “alla cultura che assolve esigenze, obblighi di natura politica„ come ha detto Norberto Bobbio :

  • la politica come essa ricorre alla menzogna (Lorella Cedroni) ;
  • manca di rispetto dei diritti dell’uomo (Patricia Galeana) ;
  • la sovrapposizione di sistemi giuridici tradizionali ed in costruzione (Angel Sanchez del Torre) ;
  • il deficit sostanziale di una democrazia rimasta apparentemente senza nemici (Davide Cadeddu).

L’Unione europea in crisi e crescita riconosce nella cultura una dimensione, un fattore della sua fondazione in uno spazio che tende, benché difficilmente, a formarsi (Claude Brulant).

Bronislaw Geremek ha sintetizzato il lavoro di questi giorni mettendo l’accento su tre tematiche : l’importanza del dibattito sull’Europa ed il posto del messaggio europeo nel mondo, nella base ad un’idea dell’Europa come portatrice, nella sua diversità aperta e creatrice, di valori comuni ; la nobiltà dell’atto politico, dal momento che ha in vista il bene comune e non il semplice gioco della potenza e dell’interesse immediato, che induce la tentazione autorevole o la paralisi nella quotidianità ; la base etica di una politica combinata alla cultura, creatrice di valori, e della necessità di rafforzarlo con la difesa dello stato di diritto, il controllo del potere, lo sviluppo della società civile, infine la libertà d’espressione, di creazione e di deliberazione. Tale è l’utopia concreta “sognata dell’europeo„.

In chiusura ed al termine di interventi che hanno precisato molte questioni, il Presidente Vincenzo Cappelletti ha sottolineato l’importanza di questa riunione come aggiornamento del lavoro della società, che con la sua competenza in materia di dialogo continua ad avere un potenziale ad offrire in un contesto favorevole da questo punto di vista. Soltanto l’impegno di ciascuno sia di conseguenza !


Tenendo le sue basi statutarie, XXVIIe assemblea generale ordinaria :

  • ha onorato la memoria del vicepresidente internazionale defunto, “maestro e sommo artistaRaùl Anguiano, scomparso un anno fa. I meriti di questo membro convinto e generoso sono stati ricordati in presenza del suo coniuge, Brigita Anguiano
  • in qualità di successore è stato aggiunto all’Ufficio internazionale, da acclamazione, l’eminente giurista, direttore dello Instituto di Investigaciones Jurídicas dell’Université nazionale autonoma del Messico (UNAM), Diego Valadés. In nome dei membri messicani, Maria Elena Ozan de Zea si è rallegrata per questa scelta, pur ricordando l’importanza del S.E.C in Messico grazie all’opera instancabile rammaricato di Leopoldo Zea
  • è stato fatto menzione di un progetto portato a termine alla migliore messa in divisione del pensiero e del lavoro della società, come pure della sua storia, da un insegnamento e dallo studio dei suoi archivi (istituto di studi del S.E.C.)
  • si è deciso di organizzare una Commissione del S.E.C per la formazione, che entrerà in funzione non appena possibile, che mira in particolare alla ripresa della pubblicazione della società : «Comprendre», rivista di politica della cultura, di cui è stato detto che per le argomentazioni trattate e le collaborazioni ottenute si poteva qualificarla come una delle più belle riviste dell’Europa della seconda metà del xxo secolo
  • con l’aiuto dei responsabili del centro francese della società, passi sono impegnati per un qualche inserimento del S.E.C negli organismi culturali dell’UE ed in previsione di una ripresa di legami formali con l’Unesco.

Essendo tutto ciò, il sig. Cappelletti, che presiede anche il consiglio di amministrazione, ha ritenuto del suo dovere non di tacere dinanzi a tutti i membri che, dal punto di vista delle sue risorse finanziarie, la società si trovava in situazione critica e di chiamarne ai sensi di corresponsabilità di ciascuno.

Schema di programma (nella prospettiva dell’anno 2008 anno europeo del dialogo interculturale)


Le crisi presenti ed il riferimento etico

O come fondare la possibilità di un dialogo culturale

  • La crisi dell’arte come rappresentazione e/o superamento della cultura
  • La crisi della politica (la politica come semplice gestione più o meno cinica della città, o come tentativo di riforma o di rivoluzione ispirata di ragioni etiche).
  • La crisi del religioso (il fondamentalismo).
  • La crisi della scienza (non controllata).
  • La crisi della storia e della memoria
  • La crisi dell’istruzione
  • La crisi della cultura sotto copertura di diversità culturale

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